I numeri del tuo sito, letti da fuori

Le ricerche per le vacanze stanno passando da Google alle risposte delle AI, e il sito della struttura conta più di prima. Perché un report indipendente da webmaster e agenzia ti dà i dati veri su dove sei, cosa funziona e cosa no.

Le persone cercano la vacanza in un modo diverso da un paio d’anni fa. Il sito della tua struttura conta più di prima, e per capire se fa il suo lavoro servono numeri che non dipendano da chi quel sito lo gestisce.

Di recente ho fatto un audit a una struttura ricettiva qui in Toscana. Bella struttura, sito fatto bene: veloce, ordinato, foto curate. Nel report il punteggio del sito è uscito 83 su 100.

La visibilità su Google invece è uscita zero.

Zero vuol dire che per le ricerche della zona, quelle tipo “dove dormire” più il nome del paese, la struttura non compariva né in prima pagina né nel riquadro di Google Maps. Era oltre la ventesima posizione. Un sito bello che quasi nessuno trova cercandolo per quello che offre.

Il titolare non lo sapeva. Non perché qualcuno gli avesse nascosto qualcosa: semplicemente nessuno glielo aveva mai misurato.

Ed è da qui che voglio partire.

Le ricerche stanno cambiando

Per anni il percorso è stato abbastanza lineare. Uno apre Google, scrive “agriturismo Maremma con piscina”, guarda i primi risultati, apre due o tre siti, poi magari va su Booking a confrontare.

Oggi una parte crescente di quelle ricerche passa da un’altra strada.

Su Google, sempre più spesso, prima dei risultati c’è una risposta scritta dall’AI. E poi ci sono ChatGPT, Gemini, Perplexity, Claude: ci scrivi “cerco un posto tranquillo vicino al mare in Toscana, con due bambini, a fine giugno” e ti rispondono con tre o quattro nomi, già scelti.

Ne ho parlato più a lungo in come l’AI entra nel processo di scelta del viaggio. Qui mi basta un punto: se la tua struttura non è tra quei tre o quattro nomi, per quella persona non esiste. Non ha nemmeno l’occasione di confrontarti.

Nella struttura di cui parlavo, ho fatto alle AI quattordici domande come le farebbe un ospite, senza mai scrivere il nome della struttura. È stata nominata in tre risposte su quattordici. ChatGPT e Claude non l’hanno mai citata.

Le AI, per rispondere, pescano dove trovano informazioni chiare: Tripadvisor, Booking, i portali locali, e il tuo sito se è leggibile. Se le informazioni sono scritte male, incomplete o diverse da un posto all’altro, ti scavalcano.

Il sito resta il centro

Con tutto questo parlare di AI potrebbe sembrare che il sito conti meno. Succede il contrario.

Il sito è l’unico posto dove decidi tu cosa c’è scritto, a che prezzo vendi e come si prenota. È quello che le AI leggono per capire chi sei. Ed è l’unico canale dove la prenotazione non ti costa la commissione.

Nello stesso audit ho confrontato i prezzi su Google Hotels per alcune date. Per due notti a novembre il sito diretto vendeva a 124 euro, Booking a 159. A dicembre 119 contro 153. Quasi il trenta per cento in meno prenotando diretto.

Un ottimo argomento. Peccato che, con la visibilità a zero, a vederlo fossero in pochi.

Il sito adeguato, oggi, è un sito che si apre bene sui telefoni veri, che Google e le AI capiscono, e che misura quello che succede. Se manca un pezzo, anche gli altri rendono meno.

Il problema dei numeri

Qui arriva la parte delicata, e la dico con rispetto per chi fa il mio stesso lavoro.

Molti titolari i numeri del proprio sito li ricevono da chi il sito lo gestisce: il webmaster, l’agenzia, a volte il nipote bravo con il computer. E spesso quei numeri sono imprecisi. Quasi mai per malafede.

A volte manca il tempo. A volte mancano gli strumenti: le posizioni su Maps per le ricerche della zona o le risposte delle AI non si vedono da Google Analytics. A volte si guarda il numero più facile, le visite, e non quello che conta, le prenotazioni. E a volte, umanamente, chi ha fatto il sito non è la persona più adatta a dirti cosa non va nel sito.

Mi capita spesso di trovare Google Analytics installato ma senza la prenotazione tracciata. Il sito conta le visite, il booking engine incassa, e in mezzo nessuno sa quante prenotazioni arrivano da Google, quante da Instagram, quante dalla newsletter. Nella struttura di cui parlavo la misurazione è uscita 50 su 100: qualcosa si vedeva, metà no.

Senza quel dato ogni decisione è a sensazione. Rifare il sito, spostare budget su Google Ads, lasciare perdere i social: tutto diventa un’opinione contro un’altra.

A cosa serve un report indipendente

Un report fatto da fuori mette tutti davanti agli stessi numeri: tu, il webmaster, l’agenzia.

Quello che faccio con l’audit è questo:

  • misuro la velocità del sito sui visitatori veri, con i dati che Google raccoglie dai telefoni e dai computer di chi lo apre davvero;
  • guardo dove compari su Google e su Maps per le ricerche della tua zona, e dove compaiono i tuoi concorrenti;
  • leggo le recensioni, quante ne hai, come rispondi, cosa ripetono gli ospiti;
  • controllo se prenotazioni e contatti vengono misurati, aprendo le pagine in un browser vero;
  • faccio alle AI le domande che farebbe un tuo ospite e guardo se ti nominano;
  • confronto i tuoi prezzi su Google Hotels con quelli delle OTA.

Ogni numero nel report ha la sua fonte, e quello che è stimato c’è scritto. L’intelligenza artificiale la uso, perché mette in ordine una quantità di dati che a mano richiederebbe giorni. Poi il report lo leggo io, controllo i numeri e decido le priorità guardando la tua struttura e come lavori. Prima di arrivarti passa sempre da me.

Alla fine hai cinque punteggi, l’elenco dei problemi in ordine di importanza e un piano con chi fa cosa.

E lo puoi girare a chi lavora con te. Al webmaster, all’agenzia, al consulente revenue. Nel portale dove trovi il report puoi dargli un accesso e vede quello che vedi tu. Diventa la base comune da cui ripartire, invece del solito scambio di screenshot.

In pratica

Se hai una struttura e non sai rispondere a domande come “per quali ricerche compaio su Maps?”, “quante prenotazioni mi porta il sito ogni mese?”, “cosa dice ChatGPT quando qualcuno chiede un posto come il mio?”, vale la pena guardarci.

Non serve rifare tutto. Spesso le cose che spostano davvero sono poche: la scheda Google sistemata, il tracciamento della prenotazione, due pagine scritte meglio, le informazioni uguali su sito, Booking e Tripadvisor.

Però bisogna sapere quali sono. E per saperlo servono i numeri veri.

Se vuoi vedere com’è fatto un report, qui c’è un estratto di quello di cui ho parlato, con i dati che rendono riconoscibile la struttura tolti.