ChatGPT Ads in Italia: cosa sappiamo a ottobre 2026
Da fine agosto ChatGPT mostra annunci anche in Italia. Come funzionano, quanto costano, chi li compra già nel turismo e cosa deve avere il sito perché valga la pena provarli.
Da fine agosto ChatGPT mostra annunci anche in Italia. Nelle ultime settimane ho letto la documentazione di OpenAI, i test pubblicati dalle agenzie e i pochi numeri usciti finora. Qui metto in fila quello che si sa, quello che ancora non si sa e cosa vuol dire per chi ha una struttura o un’attività locale.
Come funzionano
Gli annunci compaiono sotto la risposta di ChatGPT, in un riquadro con la scritta “sponsorizzato”. Dentro ci sono un titolo, una riga di testo, un’immagine e il link. Per ora il formato è uno solo.
Li vede chi usa ChatGPT gratis o con il piano Go, quello da 7,99 euro al mese. Chi paga Plus o Pro non li vede, e nemmeno i minorenni.
La differenza più grossa rispetto a Google è che non si comprano parole chiave. Si descrive la situazione di chi scrive, quello che OpenAI chiama context hint: “weekend in agriturismo con il cane in Maremma”, “primo viaggio in Toscana con due bambini piccoli”. ChatGPT mostra l’annuncio nelle conversazioni che somigliano a quella descrizione.
In Europa, almeno per ora, l’annuncio dipende dall’argomento della conversazione, dalla lingua e dalla zona approssimativa di chi scrive. Le chat passate e la memoria non contano.
Le date
- 9 febbraio 2026: primi annunci negli Stati Uniti, con pochi inserzionisti scelti e un impegno minimo da 50.000 dollari in su.
- 5 maggio: negli Stati Uniti apre l’Ads Manager, la piattaforma per fare le campagne da soli, e il minimo di spesa sparisce.
- 24 agosto: gli annunci arrivano in Italia e negli altri Paesi europei, 31 mercati in tutto.
- 31 agosto: anche dall’Europa le campagne si possono creare da soli.
I numeri
ChatGPT ha superato i 900 milioni di utenti a settimana. Secondo OpenAI, a luglio più di 330 milioni di messaggi a settimana parlavano di viaggi e vacanze. È la stessa OpenAI a precisare che un messaggio non è un annuncio da vendere né una prenotazione sicura.
Sul fatturato OpenAI dice di aver superato il miliardo di dollari l’anno in meno di 200 giorni, e agli investitori ha indicato 2,5 miliardi nel 2026 e 100 entro il 2030. Non tutti ci credono: secondo eMarketer resterà molto sotto.
Sui costi i dati veri sono pochi. OpenAI consiglia di partire da 3 a 5 dollari a clic. Nei test pubblicati da agenzie americane clicca sull’annuncio tra lo 0,65% e poco meno del 2% di chi lo vede.
Nel turismo c’è un caso solo, anonimo e scelto da OpenAI: dopo aver collegato il pixel, il costo per prenotazione è sceso dell’80% in quattro settimane. Un caso scelto da chi vende la pubblicità, quindi lo prendo per quello che è.
In Italia intanto la curiosità è esplosa. Dai dati di Google Ads, le ricerche di “chatgpt ads” sono passate da 480 a luglio a 9.900 a settembre.
Chi c’è già, nel turismo
Le OTA. In uno dei monitoraggi pubblicati, cinque inserzionisti di viaggio su nove erano portali come Booking, Expedia, Airbnb e trivago, e Booking da sola faceva quasi metà degli annunci.
E la quantità di annunci cambia moltissimo. Nelle risposte sugli hotel un tracker settimanale li trovava quasi ovunque a luglio, in meno di una risposta su cento a inizio ottobre e di nuovo nel 14% la settimana dopo. OpenAI sta ancora regolando il sistema.
Per un hotel indipendente mettersi a competere con Booking su “hotel a Firenze” non ha senso. Ha senso dove il portale non è la risposta giusta: una richiesta precisa, un tipo di ospite preciso, una zona piccola. Lì descrivere la situazione aiuta chi conosce bene i propri clienti.
Cosa chiede al sito
Questa è la parte che mi interessa di più, perché è quella dove si inciampa.
Prima di approvare un annuncio, OpenAI manda un bot, OAI-AdsBot, a leggere la pagina di arrivo e controlla che dica la stessa cosa dell’annuncio. Se robots.txt, il firewall o il CDN bloccano il bot, l’annuncio non parte e spesso nessuno capisce perché. Nell’audit controllo già se i bot di ChatGPT riescono a leggere il sito, e non è scontato che ci riescano.
Poi la misura. Il pixel di OpenAI e la Conversions API contano richieste e prenotazioni, e senza quei dati le campagne non imparano. In Italia il pixel parte solo dopo il consenso nel banner dei cookie, quindi banner e tracciamento vanno sistemati insieme. È lo stesso lavoro che serve per Google Ads, e il problema che trovo più spesso è sempre quello: Analytics installato e prenotazioni non tracciate.
Infine la pagina di arrivo. La homepage va male: serve una pagina per ogni situazione che vuoi raggiungere, nella lingua di chi scrive, con le informazioni che l’annuncio ha promesso.
E Google?
Google sta portando gli annunci dentro AI Mode, e negli Stati Uniti ha già avviato la prenotazione degli hotel dentro le risposte. In Italia non c’è ancora una data. Nel frattempo le campagne su Google restano il canale principale, e ChatGPT si aggiunge.
In pratica
Se hai una struttura o un’attività locale, io farei così. Prima guardi se il sito è pronto: se i bot di OpenAI lo leggono, se le prenotazioni sono misurate, se hai le pagine giuste. Poi provi con un budget piccolo su due o tre situazioni precise, accanto alle campagne Google, e dopo un mese guardi i numeri.
Il canale è giovane e cambierà ancora parecchio. Quando avrò i numeri delle prime campagne che sto preparando, li aggiungo qui.
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